Pediatria e Neonatologia - 04.08.2026

Archi faringei: perché studiarli nella formazione in osteopatia pediatrica

Cosa sono gli archi faringei?

Gli archi faringei, tradizionalmente chiamati anche archi branchiali, sono strutture embrionali transitorie che partecipano allo sviluppo della testa e del collo. Compaiono durante le prime settimane di gestazione e contribuiscono alla formazione di numerosi elementi scheletrici, muscolari, nervosi e vascolari del distretto cranio-cervico-facciale.

Conoscere lo sviluppo degli archi faringei è particolarmente importante per i professionisti sanitari che operano nell’età evolutiva. L’embriologia permette infatti di comprendere l’origine e le relazioni anatomiche delle strutture coinvolte nella masticazione, nella deglutizione, nella respirazione, nella fonazione e nella motricità oro-facciale.

Perché gli archi faringei sono importanti nella formazione sanitaria

Ogni arco faringeo presenta un nucleo di tessuto mesenchimale, rivestito esternamente da ectoderma e internamente da endoderma. Al suo interno sono presenti componenti cartilaginee, muscolari, nervose e vascolari destinate a differenziarsi durante lo sviluppo embrionale.

Dagli archi e dalle strutture a essi associate derivano parti anatomiche fondamentali del volto e del collo, tra cui:

  • mascella e mandibola;
  • ossicini dell’orecchio medio;
  • osso ioide;
  • muscoli della masticazione e dell’espressione facciale;
  • muscoli della faringe e della laringe;
  • strutture coinvolte nella deglutizione e nella fonazione;
  • componenti vascolari e nervose del distretto cranio-cervicale.

Dunque, per il professionista sanitario, comprendere queste origini significa riuscire a interpretare meglio le connessioni tra anatomia cranio-facciale, funzione orale, sviluppo neurologico e organizzazione motoria del bambino. Nel Master Universitario in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva, EOM Italia propone una formazione che collega le basi anatomiche ed embriologiche alla valutazione funzionale e alla pratica clinica in ambito neonatale e pediatrico.

Quali sono gli archi faringei e che cosa formano

Nello sviluppo embrionale umano vengono numerati sei archi faringei. Il quinto arco è però rudimentale e transitorio, mentre sono soprattutto il primo, il secondo, il terzo, il quarto e il sesto a contribuire alla formazione delle strutture definitive.

Primo arco faringeo o arco mandibolare

Il primo arco si divide in un processo mascellare e in un processo mandibolare.

Il processo mascellare contribuisce alla formazione del mascellare, dell’osso zigomatico e di parte dell’osso temporale. Il processo mandibolare è associato alla cartilagine di Meckel, dalla quale derivano alcune strutture dell’orecchio medio e legamenti del distretto mandibolare. La mandibola si sviluppa in rapporto a questa cartilagine, ma non deriva direttamente dalla sua trasformazione.

Dal primo arco originano inoltre:

  • muscoli della masticazione;
  • muscolo miloioideo;
  • ventre anteriore del muscolo digastrico;
  • tensore del timpano;
  • tensore del velo palatino

L’innervazione è associata al nervo trigemino.

Secondo arco faringeo o arco ioideo

Associato alla cartilagine di Reichert, che partecipa alla formazione della staffa, del processo stiloideo, del legamento stiloioideo e di alcune porzioni dell’osso ioide.

Tra i derivati muscolari si trovano:

  • muscoli dell’espressione facciale;
  • muscolo stiloioideo;
  • ventre posteriore del digastrico;
  • muscolo stapedio;
  • muscoli auricolari

L’innervazione è fornita dal nervo facciale.

Terzo arco faringeo

Contribuisce alla formazione delle grandi corna e della porzione inferiore del corpo dell’osso ioide.

Il suo principale derivato muscolare è il muscolo stilofaringeo, coinvolto nella funzione faringea e nella deglutizione. L’innervazione è fornita dal nervo glossofaringeo.

È importante distinguere i derivati dell’arco da quelli della terza tasca faringea: da quest’ultima hanno origine il timo e le paratiroidi inferiori.

Quarto arco faringeo

Il quarto arco partecipa, insieme al sesto, allo sviluppo delle strutture cartilaginee e muscolari della laringe.

Tra i derivati muscolari vengono generalmente inclusi:

  • muscolo cricotiroideo;
  • elevatore del velo palatino;
  • muscoli costrittori della faringe.

L’innervazione è associata al ramo laringeo superiore del nervo vago.

Quinto arco faringeo

Il quinto arco è una struttura embrionale rudimentale e transitoria. Regredisce durante lo sviluppo e non dà origine a derivati anatomici definitivi.

Sesto arco faringeo

Il sesto arco contribuisce allo sviluppo delle cartilagini e dei muscoli intrinseci della laringe.

La sua componente nervosa è associata al ramo laringeo ricorrente del nervo vago, fondamentale per l’innervazione di gran parte della muscolatura intrinseca laringea.

Lo studio del quarto e del sesto arco permette di comprendere meglio l’organizzazione anatomica delle strutture coinvolte nella respirazione, nella protezione delle vie aeree e nella produzione della voce.

Archi faringei, logopedia e funzioni orali

Per il logopedista, lo studio degli archi faringei è rilevante perché molte strutture coinvolte nella deglutizione, nella fonazione, nella respirazione e nella motricità oro-facciale hanno origine dall’apparato faringeo embrionale.

La formazione in tecniche manuali integrate e osteopatiche nell’età evolutiva con il Master di EOM Italia a Verona e Roma, non sostituisce le competenze proprie della logopedia. Può però offrire al logopedista nuovi strumenti di osservazione, valutazione e trattamento del sistema muscoloscheletrico e favorire il confronto con osteopati, pediatri, odontoiatri, ortodontisti, fisioterapisti e TNPEE all’interno di un progetto condiviso.

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Fig.1: Archi faringei e logopedia

Osteopatia e ortodonzia nell’età evolutiva

Lo sviluppo cranio-facciale, la crescita mascellare e mandibolare e l’organizzazione delle funzioni orali sono temi di interesse comune per più professionisti.

L’odontoiatra e l’ortodontista valutano la crescita dento-scheletrica, l’occlusione e le eventuali necessità terapeutiche di propria competenza. Il logopedista interviene sulle funzioni orali, sulla deglutizione e sulla motricità oro-facciale. Il professionista sanitario con formazione osteopatica può contribuire alla valutazione funzionale muscoloscheletrica, nel rispetto del proprio profilo professionale.

Nel Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva di EOM Italia, lo studio dello sviluppo cranio-facciale viene inserito in un programma più ampio dedicato alla salute del neonato, del bambino e dell’adolescente. A tal proposito, l’obiettivo è quello di formare professionisti capaci di collegare anatomia, fisiologia, sviluppo motorio e neurologico, valutazione funzionale e collaborazione interdisciplinare.

 

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ortodonzia e osteopatia
Fig.2: Ortodonzia e osteopatia

Il Master di EOM Italia per i professionisti dell’età evolutiva

Il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva è un percorso erogato in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, rivolto a medici e professionisti sanitari delle aree infermieristica, ostetrica, riabilitativa e preventiva, oltre ai laureati in Osteopatia in possesso dei requisiti previsti.

La formazione integra:

  • basi teoriche fondate sulle evidenze scientifiche;
  • laboratori pratici supervisionati;
  • tecniche manuali osteopatiche adattate alle caratteristiche dell’età evolutiva;
  • osservazione dello sviluppo motorio e neurologico;
  • comunicazione con la famiglia e il caregiver;
  • collaborazione multidisciplinare con pediatri e altri specialisti.

Il Master è disponibile nelle sedi di Roma e Verona ed è progettato per consentire ai professionisti di ampliare le proprie competenze mantenendo al centro l’interdisciplinarità e il rispetto degli ambiti professionali.

Scopri il programma del Master di EOM Italia e approfondisci la formazione in osteopatia neonatale e pediatrica!

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