Platibasia: cos’è, cause, sintomi e trattamenti
Cos'è la platibasia?
La platibasia è una condizione in cui la base del cranio è più piatta del normale. Normalmente, la base del cranio forma un angolo con la colonna vertebrale, permettendo un supporto adeguato per il cervello e le strutture circostanti.
Nella platibasia, questo angolo è ridotto, portando a un appiattimento che può causare compressione delle strutture nervose e vascolari. In particolare, questo disturbo può causare una serie di problemi neurologici e strutturali che influenzano significativamente la qualità della vita.
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Meccanismo della platibasia
L’appiattimento provoca un’alterazione dell’angolo formato tra il clivo (la parte ossea dietro la sella turcica) e la fossa cranica anteriore. Mentre le cause son diverse e dipendono dalla forma di platibasia.

Sintomi della platibasia
I sintomi della platibasia variano a seconda della gravità della condizione e del grado di compressione delle strutture nervose. Alcuni dei sintomi più comuni includono:
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- Cefalea: mal di testa persistenti, spesso causati dalla pressione intracranica aumentata
- Dolore al collo: dolore e rigidità nella regione del collo e della parte superiore della schiena.
- Problemi neurologici: vertigini, problemi di equilibrio, debolezza muscolare, parestesie (formicolio) e problemi visivi
- Sintomi cerebellari: difficoltà di coordinazione e controllo motorio
- Difficoltà respiratorie: in casi gravi, la compressione delle vie respiratorie può causare problemi respiratori.
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Come interviene il professionista con formazione in osteopatia pediatrica nella gestione della platibasia?
La platibasia è una malformazione ossea della base cranica che richiede sempre una diagnosi medica specialistica.
Il professionista sanitario con formazione in osteopatia può intervenire nell’ambito delle disfunzioni muscoloscheletriche associate, quando non vi siano controindicazioni mediche, contribuendo alla valutazione funzionale della mobilità del rachide cervicale, delle tensioni miofasciali e delle alterazioni posturali che possono accompagnare la platibasia.
L’approccio osteopatico integrato nel profilo professionale, può supportare il trattamento della platibasia con l’obiettivo di migliorare il comfort del neonato, ottimizzare la funzionalità muscoloscheletrica e favorire la collaborazione con le altre figure sanitarie coinvolte nella presa in carico.
Diagnosi e presa in carico della platibasia: il ruolo del medico e del professionista sanitario
La diagnosi di platibasia richiede una valutazione clinica approfondita. I passaggi diagnostici includono:
- Valutazione clinica
- Imaging: radiografie utilizzate per identificare l’appiattimento della base cranica, risonanza magnetica (MRI) che fornisce immagini dettagliate delle strutture cerebrali e può rilevare la compressione delle strutture nervose e tomografia computerizzata (CT) utilizzata per valutare la struttura ossea del cranio
Formazione in osteopatia pediatrica: il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva di EOM Italia
La gestione delle alterazioni cranio-cervicali in età evolutiva richiede competenze avanzate in anatomia, sviluppo neurologico, biomeccanica e ragionamento clinico.
Per questo motivo EOM Italia, ente di formazione specializzato in Master Universitari di I livello e percorsi post-graduate per professionisti sanitari, propone il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva, disponibile nelle sedi di Roma e Verona.
Il percorso, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, approfondisce la valutazione funzionale del neonato e del bambino, l’approccio osteopatico alle principali disfunzioni dell’età evolutiva e il lavoro in équipe multidisciplinare, con una formazione basata sulle più recenti evidenze scientifiche e su un’ampia attività pratica supervisionata.

FAQ
La platibasia è un’alterazione anatomica caratterizzata dall’appiattimento della base del cranio. Può essere congenita oppure acquisita e, nei casi sintomatici, può coinvolgere strutture neurologiche, vascolari e muscoloscheletriche. La diagnosi è di competenza medica e richiede una valutazione specialistica supportata da esami di imaging, come risonanza magnetica, tomografia computerizzata o radiografia. La presa in carico può coinvolgere neurologi, neurochirurghi, radiologi, fisiatri, fisioterapisti, TNPEE e altri professionisti sanitari, in base alle caratteristiche del singolo caso.
Un professionista sanitario con formazione in osteopatia può eventualmente intervenire sulle disfunzioni muscoloscheletriche associate, come riduzione della mobilità cervicale, tensioni miofasciali o alterazioni posturali, esclusivamente dopo un adeguato inquadramento medico e in assenza di controindicazioni. L’approccio deve essere integrato all’interno di un percorso multidisciplinare e non può sostituire la diagnosi o il trattamento specialistico.
Le alterazioni craniche e cranio-cervicali in età evolutiva richiedono una conoscenza approfondita dell’anatomia, dello sviluppo neurologico, della biomeccanica e dei segnali clinici che rendono necessario l’invio a un medico specialista. Una formazione avanzata permette al professionista sanitario di distinguere le disfunzioni funzionali dalle condizioni strutturali, riconoscere le controindicazioni al trattamento manuale e collaborare in modo appropriato con l’équipe sanitaria. Questo è particolarmente importante nel neonato e nel bambino, dove ogni intervento deve essere delicato, proporzionato e basato sulle evidenze disponibili.
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