Osteopatia Muscolo-scheletrico - 06.07.2026

La Sindrome del Tunnel Tarsale (STT): inquadramento clinico, diagnosi e approccio osteopatico

La sindrome del tunnel tarsale

La Sindrome del Tunnel Tarsale (STT) è una neuropatia da compressione del nervo tibiale posteriore nel suo passaggio attraverso il tunnel tarsale, una struttura osteofibrosa situata nella regione mediale della caviglia.

Spesso sottodiagnosticata nella pratica quotidiana, questa condizione può comportare sintomi debilitanti per il paziente, tra cui dolore cronico, parestesie e debolezza intrinseca del piede.

Anatomia e fisiopatologia del tunnel tarsale

Per comprendere l’eziopatogenesi della sindrome del tunnel tarsale, clinicamente analoga alla sindrome del tunnel carpale dell’arto superiore, è necessario analizzare la complessa anatomia della regione mediale della caviglia.

Il tunnel tarsale è uno spazio ristretto, delimitato da:

  • parete mediale: il retinacolo dei muscoli flessori

  • parete laterale: il calcagno e l’astragalo.

Al suo interno decorre un fitto pacchetto vascolo-nervoso e tendineo, che comprende:

  • il nervo tibiale posteriore (e le sue branche terminali).

  • i tendini del muscolo tibiale posteriore, del flessore lungo delle dita e del flessore lungo dell’alluce.

  • i vasi sanguigni tibiali posteriori.

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tunnel tarsale
Fig.1: Sindrome del Tunnel Tarsale

Eziologia e sintomi della Sindrome del Tunnel Tarsale: come riconoscerla in clinica

Qualsiasi alterazione spaziale o volumetrica all’interno di questo compartimento osteofibroso determina un aumento della pressione idrostatica interna, con conseguente sofferenza ischemica e meccanica del nervo tibiale.

I fattori eziologici che portano alla riduzione dello spazio utile nel tunnel tarsale possono essere classificati in due macro-categorie:

  • cause estrinseche: eventi traumatici (distorsioni, fratture), alterazioni biomeccaniche sistemiche (iperpronazione del retropiede), edemi localizzati ed esiti cicatriziali post-chirurgici o post-traumatici.

  • cause intrinseche: presenza di neoformazioni occupanti spazio, tenosinoviti dei tendini flessori e varici venose locali.

I sintomi della sindrome del tunnel tarsale

I segni tipici del paziente con sindorme del tunnel tarsale sono:

Dolore

Dolore urente localizzato o irradiato verso la pianta del piede

Parestesie

Parestesie e intorpidimento e sensazione di “scossa elettrica”

Peggioramento dei sintomi

Peggioramento della sintomatologia indotto dalla stazione eretta prolungata (standing) o durante la deambulazione.

Diagnosi differenziale e linee guida per l'inquadramento clinico e strumentale

La diagnosi della Sindrome del Tunnel Tarsale è primariamente clinica, ma necessita di indagini strumentali mirate per confermare la sede della compressione e valutarne l’entità. Tra cui:

  • Studi di conduzione nervosa ed Elettromiografia (EMG): per valutare la latenza motoria e sensitiva del nervo tibiale.

  • Imaging avanzato: risonanza Magnetica Nucleare (RMN) o Ecografia ad alta risoluzione, utili per identificare cause intrinseche occupanti spazio (es. tenosinoviti o varici)

Inoltre, la valutazione differenziale include fascite plantare, neuropatie perifericheradicolopatie lombari

sindrome tunnel tarsale
Fig.2: Ecografia dell'arto inferiore

Trattamento conservativo e chirurgico: limiti e tassi di recidiva

Il trattamento conservativo di prima linea si avvale di:

  • riposo funzionale e modificazione delle attività

  • utilizzo di ortesi plantari su misura (specie in caso di iperpronazione)

  • terapia farmacologica (FANS) e infiltrazioni locali di corticosteroidi

  • fisioterapia mirata

Nei casi refrattari al trattamento conservativo, l’opzione secondaria è rappresentata dalla decompressione chirurgica del tunnel. Tuttavia, i dati clinici evidenziano che la percentuale di recidive post-chirurgiche può essere significativa, spesso a causa di fibrosi cicatriziale post-operatoria o della mancata risoluzione delle cause biomeccaniche a monte.

Il ruolo del trattamento osteopatico nella gestione biomeccanica della STT

L’approccio osteopatico si inserisce come un efficace complemento alle terapie convenzionali.

Non si concentra esclusivamente sul sintomo locale, ma mira alla rimozione delle disfunzioni somatiche sistemiche che alterano la cinematica del piede e contribuiscono alla compressione del nervo tibiale.

osteopatia tunnel tarsale
Fig.3: Trattamento osteopatico dell'arto inferiore

Valutazione osteopatica

La valutazione manuale approfondita prende in esame:

  • le alterazioni biomeccaniche globali dell’arto inferiore.

  • le disfunzioni miofasciali locali e a distanza.

  • le restrizioni di mobilità a carico del complesso caviglia-piede, dell’articolazione tibio-peroneale e del bacino.

Dal punto di vista biomeccanico, disfunzioni specifiche come la supinazione dell’astragalo o la rotazione interna persistente della tibia alterano la tensione del retinacolo dei flessori, riducendo meccanicamente lo spazio utile all’interno del tunnel tarsale.

Obiettivi delle tecniche manuali osteopatiche

Le tecniche utilizzate dall’osteopata vengono calibrate sulla base del modello strutturale e fluidico del paziente e mirano a:

  • ridurre la compressione meccanica diretta sul nervo tramite il rilascio delle tensioni fasciali e retinacolari.

  • migliorare il drenaggio venoso e linfatico dell’area, riducendo l’edema endoneurale e perineurale.

  • ripristinare un corretto assetto posturale e dinamico, normalizzando le forze di carico che gravano sul retropiede durante il passo.

Perché è importante un approccio multidisciplinare?

La sindrome del Tunnel Tarsale è una condizione clinica complessa e multifattoriale.

L’integrazione della medicina osteopatica all’interno dei protocolli terapeutici multidisciplinari rappresenta una risorsa di alto valore clinico.

Questo approccio integrato contribuisce significativamente al miglioramento sintomatico e funzionale del paziente, dimostrandosi particolarmente incisivo nei casi cronici o resistenti ai soli trattamenti convenzionali.

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