Sindrome del tunnel carpale: sintomi, cause e approccio osteopatico
Cos'è la sindrome del tunnel carpale
La sindrome del tunnel carpale (STC) è una delle neuropatie periferiche più comuni e rappresenta una condizione invalidante che colpisce milioni di persone ogni anno.
Si tratta di una compressone del nervo mediano al suo passaggio attraverso il tunnel carpale, un canale situato nel polso delimitato anteriormente dal legamento trasverso del carpo e posteriormente dalle ossa carpali. Questa compressione altera la funzionalità del nervo, generando dolore, formicolio e perdita della forza alla mano.
Altri sintomi possono essere difficoltà a stringere il pugno con le dita, afferrare piccoli oggetti o eseguire delle semplici attività manuali.
Anatomia del tunnel carpale
Il tunnel carpale è un canale situato nel polso, composto posteriormente da ossa carpali e anteriormente dal legamento trasverso del carpo.
All’interno ci sono nove tendini flessori e il nervo mediano che è il responsabile della sensibilità e movimento della mano. Tuttavia, il nervo mediano, quando è compresso provoca la sindrome del tunnel carpale.
Le cause e i fattori di rischio
La compressione del nervo mediano può derivare da molteplici cause che spesso sono di natura multifattoriale.
Tra i principali fattori scatenanti troviamo:
- Movimenti ripetitivi del polso, come la digitazione prolungata o l’uso di strumenti vibranti;
- Infiammazioni tendinee, in particolare la tenosinovite dei flessori;
- Ritenzione idrica, frequente in gravidanza o in condizioni come ipotiroidismo e insufficienza renale;
- Malattie sistemiche, tra cui diabete e artrite reumatoide;
- Traumi o fratture del polso, che alterano la biomeccanica articolare.

La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia da intrappolamento più frequente, con una prevalenza compresa tra il 3% e il 6% nella popolazione generale. È più comune nelle donne (rapporto 3:1) e colpisce soprattutto la fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni. Nel 50% dei casi può interessare entrambe le mani.
Sintomi e manifestazioni cliniche
La STC implica una serie di sintomi avvertiti dal paziente come:
- Formicolio e intorpidimento delle prime tre dita della mano (pollice, indice e medio);
- Dolore irradiato al polso e all’avambraccio;
- Debolezza nella presa o difficoltà a compiere gesti fini;
- Peggioramento notturno dei disturbi.
La diagnosi si basa sull’anamnesi clinica e, soprattutto, sull’elettromiografia (EMG) che è l’esame fondamentale per confermare la diagnosi e valutare l’entità del danno nervoso.
Riduci la sintomatologia attraverso tecniche manuali mirate e un approccio non invasivo: sviluppa competenze pratiche e integra l’approccio osteopatico nella pratica clinica con il Master Universitario in Osteopatia nelle Disfunzioni Neuro Muscolo Scheletriche.
Trattamento conservativo
Il trattamento della sindrome del tunnel carpale può variare in base alla gravità e allo stadio della patologia. In particolare:
- Fasi iniziali: viene suggerito l’utilizzo di tutori notturni, correzione ergonomica e farmaci antinfiammatori ed eventualmente infiltrazioni locali di corticosteroidi per sintomi refrettari
- Fasi avanzate o resistenti: si può ricorrere alla chirurgia decompressiva che prevede la sezione del legamento trasverso del carpo per liberare il nervo mediano
Tuttavia, in molti casi, l’integrazione di un trattamento osteopatico mirato può dare risultati significativi, riducendo il dolore migliorando la funzionalità della mano.
Ruolo dell'osteopatia nel tunnel carpale
In caso di STC, l’approccio osteopatico si propone con una visione globale del corpo al fine di ricercare le cause che generano la compressione del nervo mediano e ripristinare dal punto di vista dinamico l’intero sistema. L’obiettivo del trattamento osteopatico è quello di:
- Ridurre la compressione locale sul nervo mediano, migliorando la mobilità dei tessuti molli del polso e dell’avambraccio;
- Trattare le disfunzioni somatiche cervicali e toraciche (C5–T1), che influenzano il plesso brachiale e quindi l’innervazione dell’arto superiore;
- Favorire il ritorno venoso e linfatico dal tunnel carpale attraverso tecniche fasciali e di drenaggio mirate
L’approccio osteopatico non si limita al trattamento locale ma al ripristino della dinamicità dell’intero arto.

Evidenze cliniche
Diversi studi recenti evidenziano che il trattamento osteopatico, integrato con la terapia conservativa, può alleviare i sintomi dolori, migliorare la forza della mano e ritardare o addirittura evitare l’intervento chirurgico.
Infatti, secondo Dardzinski et al. (2020), l’approccio osteopatico integrato mostra risultati positivi nella riduzione della sintomatologia e nel miglioramento della funzionalità del polso, rappresentando quindi una valida alternativa non invasiva.
No, il trattamento della sindrome del tunnel carpale può variare in base alla gravità e allo stadio della patologia. Solo nelle fasi avanzate può essere necessario l’intervento chirurgico.
La sindrome del tunnel carpale può guarire da sola nelle fasi iniziali. In questa fase è consigliato stare a riposto, utilizzare tutori e integrare esercizi di stretching
L’uso frequente di mouse, tastiera e smartphone può facilitare la compressione del nervo mediano che a sua volta provoca la sindrome del tunnel carpale. Tuttavia, esistono postazioni ergonomiche, mouse verticali e dispositivi specifici per prevenirlo.
Sì, l’osteopata mira a ristabilire la dinamicità dell’intero arto, indagando sulle cause che generano la compressione del nervo mediano. In particolare, l’osteopatia è di supporto nel trattamento della sindrome del tunnel carpale perché riduce la compressione locale sul nervo mediano, tratta le disfunzioni somatiche cervicali e toraciche e favorisce il ritorno venoso e linfatico dal tunnel carpale attraverso tecniche fasciali.
Sì, il Master Universitario in Osteopatia nei Disturbi Neuro Muscolo Scheletrici di EOM Italia in collaborazione con l’Università di Verona, nasce con l’obiettivo di formare professionisti sanitari in grado di approcciare, valutare e trattare con tecniche manuali integrate soggetti con disturbi neuro muscolo-scheletrici, adottando una prospettiva clinica globale e personalizzata. Durante il percorso biennale si sviluppa un approccio basato sulle evidenze e sull’integrazione clinica del trattamento manipolativo con un focus sui principi della medica osteopatica.