Pediatria e Neonatologia - 28.04.2026

Osteopatia pediatrica: cosa dicono le evidenze scientifiche? 

Il ruolo dell'osteopatia nell'ambito pediatrico per garantire il corretto sviluppo psicomotorio.

Osteopatia pediatrica nella pratica clinica

Negli ultimi anni l’applicazione di tecniche osteopatiche in ambito pediatrico ha subito un forte aumento e ad oggi nel nostro Paese risulta essere una pratica clinica utilizzata sia nella sanità pubblica sia in quella privata.

Visto che l’applicazione di trattamenti di natura osteopatica è largamente consigliata ai genitori da pediatri e specialisti del settore e vi è una crescente diffusione dell’osteopatia pediatrica sia a scopo terapeutico sia a scopo preventivo, si riassumono di seguito le evidenze scientifiche più attuali a supporto della sua applicazione in pediatria.

Applicazione del trattamento osteopatico nell’ambito pediatrico

È evidente che il trattamento osteopatico applicato all’età evolutiva e pediatrica debba avvalersi di tecniche dolci e non invasive in accordo con il recentissimo statement per fisioterapisti pediatrici e che i neonati rispondano molto bene a tecniche, ad esempio, di rilascio miofasciale.

I campi di applicazione del trattamento osteopatico sono svariati. Ad esempio, fin dai primi giorni di vita l’osteopata, agendo sul complesso sistema di suzione-deglutizione, gioca un ruolo fondamentale lavorando in accordo con l’ostetrica, a supporto della madre qualora si riscontrassero difficoltà di allattamento al seno.

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Osteopatia pediatrica e apprendimento

Dell’osteopatia pediatrica, se ne riconosce un importante ruolo anche successivamente, vista l’importante associazione tra movimento e apprendimento, motivo per cui i bambini con disturbi dell’apprendimento spesso presentano dei deficit anche nell’acquisizione di corretti pattern motori.

In questo caso, l’osteopata agisce con tecniche manuali per migliorare la capacità motoria, di muoversi a pancia sotto o sul fianco favorendo l’apprendimento e prevenendo ritardi.

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Osteopatia e ostetricia

Le tecniche manipolative osteopatiche possono svolgere un ruolo cruciale specialmente nei primi giorni di vita del neonato. Comprendere e integrare l’osteopatia pediatrica nella pratica ostetrica, permette di sostenere lo sviluppo motorio e cognitivo del bambino, affrontando precocemente eventuali deficit che potrebbero influire negativamente sull’apprendimento futuro.

Integrare queste competenze nella pratica quotidiana non solo arricchirà la tua professionalità, ma consentirà di offrire un supporto completo e olistico alle famiglie che assisti.

Il ruolo dell'osteopatia nel supporto allo sviluppo motorio

Anche se i ritardi dello sviluppo non rappresentano una patologia in senso stretto, in ambito infantile si parla espressamente di fasi dello sviluppo motorio, che comprendono il sistema:

  • neurologico
  • motorio
  • linguistico
  • comportamentale

All’osteopata pediatrico spetta il compito di migliorare le competenze osteoarticolari del neonato affinché sia facilitato nell’acquisizione di nuove conoscenze spaziali e corporee e attraverso queste esplorazioni possa sviluppare la propria autonomia personale.

In particolare, una review sistematica condotta nel 2017 mostra un’associazione positiva tra plagiocefalia e ritardi del neurosviluppo in 13 dei 19 articoli con una qualità metodologica “forte”: in questo studio il ritardo era maggiore nei bambini con età inferiore ai 24 mesi.

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Applicazioni in ambito digestivo e craniale

Altri campi di applicazione risultano essere l’approccio ai disturbi digestivi di vario genere come:

Questi sono spesso correlati ad alterazioni del tono posturale globale e asimmetrie craniali.

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Fig.3: Trattamento osteopatico

Evidenze scientifiche

In questa direzione non vi è unicità riguardo alle evidenze scientifiche, ma alcuni studi epidemiologici, mostrano la associazione fra disturbi posturali della marcia e disfunzioni osteopatiche craniali.

Inoltre, altri lavori mostrano come il trattamento osteopatico comporti un miglioramento delle asimmetrie craniali in bebè con plagiocefalia non sinostotica o, ancora, come al trattamento craniale applicato nei primissimi mesi di vita consegua un importante miglioramento del grado di asimmetria cefalica in neonati con asimmetrie posturali.

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