Salute della Donna - 13.03.2026

Diametri della pelvi materna: valutazione e implicazioni sul parto

Quali sono i diametri delle pelvi materne e come influiscono sul parto.

Anatomia delle pelvi materna

La pelvi materna rappresenta una struttura complessa e fondamentale nel processo del parto. Nella pelvi femminile è presente il canale del parto, composto dal bacino osseo e dalle parti molle. 

Il bacino è composto dalle 2 ossa iliache antero-lateralmente, dall’osso sacro e coccige posteriormente, mentre la pelvi viene suddivisa in:

  • Pelvi maggiore (falsa pelvi): la parte superiore del bacino, più ampia, che sostiene gli organi addominali e contribuisce al sostegno dell’utero durante la gravidanza.
  • Pelvi minore (vera pelvi): la parte inferiore del bacino ed è quella che interessa maggiormente l’ostetricia, perché forma il canale attraverso cui il feto attraversa durante il parto.

Classificazione dei diametri ostetrici

I vari diametri della pelvi determinano il passaggio del feto attraverso il canale del parto, influenzando il modo in cui il corpo della madre si adatta alle diverse fasi del travaglio.

1. Diametri anteroposteriori o coniugate

Rappresentano la distanza tra il promontorio sacrale e il pube, e variano a seconda del punto di riferimento nel pube stesso:

    • Coniugata anatomica: Misura 11,5 cm e si estende dal promontorio sacrale al bordo superiore del pube. È una delle misure fondamentali della pelvi.

    • Coniugata ostetrica: Questo diametro, di 11 cm, si estende dal promontorio sacrale al punto più vicino del pube. È particolarmente rilevante in ostetricia, in quanto rappresenta lo spazio più ristretto che il feto deve attraversare.

    • Coniugata diagonale: Misura 12,5 cm, e va dal promontorio sacrale al bordo inferiore del pube. Si trova al di fuori dello stretto superiore e viene utilizzata per valutare l’ampiezza della pelvi.

2. Diametri dello stretto superiore

Lo stretto superiore rappresenta la parte iniziale del canale del parto. I suoi diametri trasversi e obliqui contribuiscono a determinare la capacità della pelvi di permettere il passaggio del feto:

    • Diametro trasverso massimo: Questo diametro anatomico, che misura 13 cm, collega i punti più lontani delle linee innominate, definendo la massima ampiezza trasversale dello stretto superiore.

    • Diametro trasverso medio (ostetrico): Equidistante tra il promontorio sacrale e il pube, questo diametro misura 12 cm e rappresenta un parametro importante nella valutazione ostetrica.

    • Diametri obliqui: Misurano circa 12,5 cm e si estendono dall’eminenza ileopettinea da un lato fino all’articolazione sacroiliaca dall’altro. Questi diametri sono rilevanti per la rotazione e il posizionamento del feto durante il travaglio.

3. Diametri dello stretto inferiore

Lo stretto inferiore è la porzione finale del canale del parto. Qui i diametri determinano lo spazio disponibile per il passaggio del feto nella fase di espulsione:

    • Diametro trasversale o bituberoso: Unisce le tuberosità ischiatiche, con una lunghezza di 11 cm. Rappresenta un diametro fondamentale nella fase di espulsione del feto.

    • Diametro trasversale sub-pubo-coccigeo: Questo diametro misura 9 cm, ma può arrivare fino a 11 cm grazie alla mobilità del coccige durante il parto. L’articolazione sacro-coccigea, infatti, acquisisce mobilità durante la gravidanza, permettendo al coccige di essere spinto indietro dalla presentazione fetale.

Come si misurano i diametri pelvici

La comprensione dei diametri della pelvi materna è fondamentale per valutare la capacità della madre di affrontare il parto in modo naturale. Queste misure giocano un ruolo cruciale nell’adattamento del corpo al passaggio del feto, influenzando l’andamento del travaglio e le eventuali scelte mediche che potrebbero rendersi necessarie.

I diametri pelvici si misurano principalmente tramite pelvimetrica clinica (interna o esterna) per valutare l’adeguatezza del bacino al parto, specialmente nel terzo trimestre.

Implicazioni dei diametri delle pelvi sul travaglio

Lo studio dell’anatomia delle pelvi materne è fondamentale per:

  • comprendere la meccanica del travaglio e del parto
  • valutare la compatibilità tra bacino materno e dimensioni fetali
  • supportare la gestione clinica del parto
  • interpretare eventuali difficoltà nella progressione del travaglio

In relazione al parto, le implicazioni delle diametri delle pelvi materne sul travaglio sono diverse, ad esempio:

  • Un diametro ridotto (es. stretto superiore <10 cm) può ostacolare l’impegnazione della testa fetale
  • Se le spine ischiatiche sono prominenti o il diametro è ridotto, la rotazione interna della testa fetale può essere difficoltosa, allungando il travaglio
  • Una misura troppo stretta (<8,5 cm) aumenta il rischio di traumi perineali o distocia di spalla
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In ambito ostetrico e riabilitativo, la pelvi sono un sistema dinamico che coinvolge articolazioni, legamenti, muscoli e pavimento pelvico, elementi che partecipano attivamente alla fisiologia della gravidanza e del parto.

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Valutazione funzionale osteopatica delle pelvi

La valutazione funzionale osteopatica della pelvi svolge un ruolo chiave nella biomeccanica dell’intero corpo. Attraverso una valutazione specifica delle articolazioni sacro-iliache, del sacro e delle strutture muscolo-fasciali correlate, l’osteopatia è in grado di individuare eventuali disfunzioni che possono influenzare postura, equilibrio e movimento.

Grazie a una valutazione osteopatica della pelvi approfondita, il professionista può quindi impostare un trattamento manuale mirato a ristabilire la corretta funzionalità articolare e migliorare il benessere globale del paziente.

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Fig.2: Trattamento manuale delle pelvi

Gravidanza e disturbi del pavimento pelvico

In particolare, i disturbi del pavimento pelvico si possono presentare durante la gravidanza, successivamente al parto, in conseguenza dell’età, oppure a causa della conformazione anatomica della donna che, unita ad altri fattori, genera dolore o disturbo.

Dunque, essendo la gravidanza ed il parto due momenti chiave per l’instaurarsi di alterazioni della funzionalità muscolare delle pelvi, è particolarmente rilevante l’integrazione tra pratica ostetrica e osteopatia.

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Fig.3: Dolore pelvico in gravidanza

Ostetricia e osteopatia

Conoscere e applicare tecniche manipolative osteopatiche può rivelarsi prezioso per facilitare il corretto posizionamento fetale e il passaggio attraverso la pelvi e per aiutare il recupero fisico della madre.

Infatti, nell’ostetrica, l’approccio osteopatico può essere di aiuto andando a valutare tutte le strutture muscolo scheletriche che interessano il pavimento pelvico, come bacino, sacro, coccige, diaframma pelvico e visceri soprastanti e impostando un trattamento mirato utile al riequilibrio delle funzioni interessate.

Questa integrazione di competenze nell’ostetrica, rafforza il ruolo di professionista della salute, offrendo un approccio olistico e personalizzato alla cura della donna e del neonato.

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