Oltre il sintomo gastrointestinale: dai Rome V Criteria il nuovo paradigma della Infant Distress Syndrome (IDS)
Negli ultimi anni la comprensione dei disturbi funzionali del neonato ha subito una profonda evoluzione. Tra i cambiamenti più significativi introdotti dai nuovi Rome V Criteria, vi è la revisione del concetto di colica del lattante, una delle condizioni più frequenti e discusse nei primi mesi di vita.
Secondo il nuovo documento, il termine “colica del lattante” potrebbe non descrivere in modo adeguato la complessità del fenomeno osservato nella pratica clinica. Per questo motivo gli esperti internazionali hanno introdotto una nuova definizione: Infant Distress Syndrome (IDS), o Sindrome di Distress del lattante.
Per i professionisti che operano nell’ambito neonatale e pediatrico, questa revisione rappresenta un importante cambiamento di paradigma, perché richiede competenze multidisciplinari e una visione globale del bambino.
Il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva di EOM Italia, forma medici e professionisti sanitari attraverso un programma accademico d’eccellenza. I professionisti che scelgono il Master EOM sviluppano una padronanza tecnica immediata e nuove competenze trasversali che si integrano perfettamente in un team multidisciplinare composto da diversi professionisti che collaborano attivamente in un piano di cura integrato.
Dalle coliche alla Infant Distress Syndrome: cosa cambia?
Per decenni il termine “colica” è stato utilizzato per descrivere episodi di pianto inconsolabile nel neonato apparentemente sano. Tuttavia, il termine stesso suggerisce un’origine intestinale del problema, ipotesi che oggi non trova conferme scientifiche definitive.
I nuovi Rome V Criteria propongono quindi di sostituire il concetto di colica con quello di Infant Distress Syndrome, una condizione caratterizzata da episodi ricorrenti e prolungati di pianto, agitazione e difficoltà di consolazione che non possono essere spiegati da altre patologie.
L’obiettivo non è negare l’esistenza del fenomeno clinico, ma superare una visione esclusivamente gastrointestinale del problema.

Perché il termine "colica" non è più sufficiente?
Le evidenze scientifiche più recenti suggeriscono che il distress del lattante sia il risultato dell’interazione di molteplici fattori:
- maturazione neurologica;
- sviluppo del microbiota intestinale;
- regolazione sensoriale;
- asse intestino-cervello;
- fattori ambientali;
- relazione caregiver-bambino.
Secondo gli autori dei Rome V Criteria, attribuire automaticamente il pianto del neonato a un dolore intestinale rischia di semplificare eccessivamente un fenomeno molto più complesso.
Con la formazione del Master di EOM Italia, i discenti, oltre all’osservazione e all’inquadramento osteopatico del bambino con disturbi della sfera gastro-intestinale, impareranno ad approcciarsi al bambino nella sua globalità, approfondendo cenni di neuropsichiatria, neurosviluppo e neuromotricità infantile.
L'asse intestino-cervello: una nuova chiave di lettura
Uno degli aspetti più interessanti introdotti dal documento riguarda il ruolo dei Disorders of Gut-Brain Interaction (DGBI), i disturbi dell’interazione intestino-cervello.
In questa prospettiva il neonato non viene osservato esclusivamente dal punto di vista gastroenterologico, ma come un organismo in rapido sviluppo in cui sistema nervoso centrale, sistema nervoso enterico e microbiota comunicano continuamente.
Questa visione è particolarmente rilevante per tutti i professionisti che lavorano nell’età evolutiva, perché favorisce un approccio multidisciplinare e integrato.

Approfondire lo sviluppo del neonato con il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva di EOM Italia
Le nuove evidenze sul distress del lattante confermano l’importanza di una formazione specialistica capace di integrare neuroscienze dello sviluppo, formazione clinica e approccio osteopatico.
Il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva di EOM Italia in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, offre un percorso universitario dedicato ai professionisti sanitari che desiderano acquisire competenze avanzate nella presa in carico del neonato, del bambino e dell’adolescente.
Attraverso un approccio multidisciplinare basato sull’evidenza scientifica, il Master approfondisce temi come sviluppo neuropsicomotorio, disturbi gastroenterologi del neonato, osteopatia pediatrica, neuroscienze e collaborazione interprofessionale.
Scopri la struttura, gli obiettivi e gli sbocchi professionali del Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva!
Vai al MasterMicrobiota intestinale e distress del lattante
Le ricerche più recenti hanno evidenziato differenze significative nella composizione del microbiota dei lattanti che presentano sintomi compatibili con la Infant Distress Syndrome.
Tra i principali risultati osservati:
- riduzione della biodiversità batterica;
- minore presenza di Bifidobacterium e Lactobacillus;
- aumento di Proteobacteria;
- possibili alterazioni della comunicazione intestino-cervello.
Quali competenze servono oggi ai professionisti dell'età evolutiva?
Le nuove conoscenze sul distress del lattante mostrano quanto sia importante possedere competenze integrate che includano:
- sviluppo neuropsicomotorio;
- neuroscienze dello sviluppo;
- fisiologia neonatale;
- microbiota e asse intestino-cervello;
- osservazione clinica del neonato;
- approccio interdisciplinare all’età evolutiva.
Infatti, per i professionisti sanitari dell’area materno-infantile, la formazione specialistica rappresenta un elemento sempre più rilevante per favorire l’integrazione di nuove competenze nella cura globale del bambino.

Formazione post-graduate per i professionisti dell'età evolutiva
EOM Italia è learning service provider di riferimento per l’aggiornamento dei professionisti sanitari. I percorsi formativi che promuove sono Master Universitari e corsi specialistici post-graduate. L’obiettivo è favorire l’integrazione tra evidenza scientifica, pratica clinica e approccio multidisciplinare.
Dal concetto di coliche del lattante a quello di Infant Distress Syndrome: evoluzione e nuove opportunità
I Rome V Criteria segnano un passaggio importante nella comprensione delle cosiddette coliche del lattante. Il nuovo concetto di Infant Distress Syndrome supera una visione esclusivamente intestinale del problema e propone una lettura più ampia, che integra aspetti neurologici, relazionali, ambientali e gastrointestinali.
Per osteopati, fisioterapisti, medici, ostetriche e professionisti dell’età evolutiva, questa evoluzione rappresenta un’opportunità per approfondire la comprensione dello sviluppo del neonato e adottare modelli di osservazione sempre più completi e interdisciplinari.
FAQ
Sì, il fenomeno clinico esiste ancora, ma i nuovi Rome V Criteria propongono di superare il termine “colica del lattante”. Secondo le evidenze più recenti, il pianto inconsolabile del neonato non può essere attribuito esclusivamente a un problema intestinale. Per questo motivo è stato introdotto il concetto di Infant Distress Syndrome (IDS), che descrive in modo più accurato una condizione complessa e multifattoriale.
La Infant Distress Syndrome (IDS), o Sindrome di Distress del Lattante, è il nuovo termine proposto dai Rome V Criteria per descrivere episodi ricorrenti e prolungati di pianto, agitazione e difficoltà di consolazione nei bambini sotto i 5 mesi di età. Questa definizione evita di attribuire automaticamente una causa gastrointestinale al disturbo e considera il ruolo di fattori neurologici, relazionali, ambientali e intestinali.
Il termine “colica” suggerisce che il disagio del bambino derivi dal colon o dall’intestino. Tuttavia, la letteratura scientifica non ha dimostrato in modo definitivo che il pianto inconsolabile sia causato da dolore intestinale. I Rome V Criteria propongono quindi una visione più ampia, basata sul concetto di disturbo dell’interazione intestino-cervello (DGBI).
L’asse intestino-cervello è il sistema di comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso enterico, il microbiota intestinale e il sistema immunitario. Secondo i Rome V Criteria, il distress del lattante può essere interpretato come il risultato di alterazioni o immaturità in questa complessa rete di interazioni.
Le nuove conoscenze permettono di interpretare il pianto inconsolabile del lattante in modo più completo, considerando aspetti neurologici, relazionali, gastrointestinali e ambientali. Per osteopati, fisioterapisti, medici, ostetriche e professionisti dell’età evolutiva, questo significa sviluppare una capacità di osservazione più ampia e una maggiore integrazione con le altre figure sanitarie coinvolte nella presa in carico del bambino.
Sì. Per i professionisti che desiderano approfondire lo sviluppo del neonato, l’asse intestino-cervello, le neuroscienze dello sviluppo e l’approccio osteopatico in età evolutiva, EOM Italia propone percorsi di alta formazione dedicati all’ambito pediatrico. Tra questi, il Master in Tecniche Osteopatiche Integrate in Età Evolutiva, un percorso universitario che integra evidenze scientifiche, clinica pediatrica e approccio multidisciplinare per la presa in carico del bambino.
Fonti
Carlo Di Lorenzo, Miguel Saps, Bruno P. Chumpitazi, Shaman Rajindrajith, Annamaria Staiano, Nikhil Thapar, Miranda van Tilburg, Carlos Velasco-Benítez, Arine Vlieger, Lower and Biliary Disorders of Gut–Brain Interaction: Child and Adolescent, Gastroenterology, 2026.