Anatomia del gomito
Il gomito è un’articolazione complessa composta da un insieme di ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti che connette braccio e avambraccio. Questa struttura consente una vasta gamma di movimenti indispensabili nella vita quotidiana e nelle attività lavorative e sportive, come la flessione, l’estensione, la pronazione e la supinazione dell’avambraccio.
L'articolazione del gomito
Dal punto di vista anatomico, il gomito è una struttura articolare composta da tre articolazioni distinte, racchiuse all’interno di un’unica capsula sinoviale. Questa configurazione garantisce al gomito una notevole stabilità e, allo stesso tempo, un’elevata mobilità. Le tre articolazioni sono:
- Articolazione omero-ulnare: si trova tra la troclea omerale e l’incisura trocleare dell’ulna e permette principalmente i movimenti di flessione ed estensione del braccio sull’avambraccio;
- Articolazione omero-radiale: tra il capitello radiale e il condilo omerale e partecipa sia alla flessione che all’estensione dell’arto superiore;
- Articolazione radio-ulnare prossimale: è situata tra il capitello radiale e l’incisura radiale dell’ulna e consente la pronazione e la supinazione, ovvero la rotazione dell’avambraccio che permette di girare il palmo della mano verso l’alto o verso il basso
Innervazione e stabilità del gomito
Il gomito è irrorato da rami collaterali delle arterie brachiale, radiale e ulnare, che assicurano un apporto costante di sangue ai tessuti muscolari e articolari.
L’innervazione è garantita dai nervi mediano, radiale e ulnare, che attraversano canali anatomici ristretti e possono essere soggetti a sindromi da compressione o intrappolamento nervoso.
Dal punto di vista biomeccanico, il gomito assicura stabilità e forza durante i movimenti complessi del braccio, come la presa e il sollevamento.
L’angolo fisiologico del gomito, detto valgo fisiologico o angolo portante, varia generalmente tra 5° e 15°, risultando leggermente maggiore nelle donne.
Alterazioni di questo angolo o instabilità articolari possono predisporre a lussazioni, epicondiliti (come il “gomito del tennista”) e patologie da sovraccarico.
Il ruolo dell'osteopatia nel trattamento del gomito
Comprendere con completezza l’anatomia del gomito è fondamentale per riconoscere le implicazioni cliniche e saperle trattare efficacemente con l’osteopatia. L’approccio osteopatico riveste un ruolo strategico nella gestione delle patologie del gomito, grazie alla sua visione globale che considera non solo l’articolazione in sé, ma l’intera catena biomeccanica che la coinvolge.
L’osteopatia, a seguito di una prima fase osservazionale e di valutazione, può essere particolarmente utile nel trattamento di condizioni come l’epicondilite con l’intervento di tecniche manuali mirate e finalizzate a migliorare la mobilità del gomito e ridurre la tensione muscolare, le restrizioni fasciali e l’infiammazione favorendone la guarigione.
In aggiunta, l’osteopata fornisce consigli e imposta esercizi funzionali di stabilizzazione e rinforzo muscolare al fine di una rieducazione posturale dell’intera catena.