Osteopatia Funzionale e Integrata - 16.01.2026

Approccio osteopatico al reflusso gastro-esofageo

Dal sintomo al trattamento: il ruolo dell’osteopatia nel reflusso gastro-esofageo in adulti e neonati

Il reflusso gastro-esofageo (RGE)

Il reflusso gastro-esofageo è il passaggio involontario del contenuto gastrico dallo stomaco verso l’esofago, dovuto a un’alterazione dei meccanismi che regolano la continenza gastro-esofagea.

In condizioni fisiologiche, lo sfintere esofageo inferiore, il diaframma e la corretta motilità digestiva impediscono la risalita del materiale acido.

Quando questi sistemi risultano disfunzionali, il contenuto gastrico può risalire lungo l’esofago e, nei casi più importanti, raggiungere l’orofaringe (rigurgito) o essere espulso dalla bocca (vomito), causando sintomi che possono coinvolgere anche le vie respiratorie e il benessere generale.

Meccanismi di barriera contro il reflusso

  • Diaframma crurale: funge da sfintere esterno, rafforzando la funzione del LES.
  • Sfintere esofageo inferiore (LES): agisce come una valvola tra stomaco ed esofago. È regolato dal nervo vago attraverso il riflesso vago-vagale, attivato durante la deglutizione o la distensione addominale.

Il ruolo dell'osteopatia nel trattamento del RGE

L’approccio osteopatico si concentra sull’identificazione e il trattamento delle disfunzioni strutturali e funzionali che possono contribuire al reflusso.

1. Valutazione delle disfunzioni craniali

Le disfunzioni a livello craniale possono irritare il nervo vago, compromettendo il controllo dello sfintere esofageo inferiore. In particolare:

    • Compressioni delle sincondrosi OP/OM e della base cranica (SEB).
    • Lesioni del condilo occipitale sinistro.
    • Accavallamenti occipitoparietali omolaterali.

2. Irritazione del nervo vago

Il nervo vago svolge un ruolo cruciale nella regolazione del riflesso vago-vagale. Compressioni craniali o fenomeni vascolari (a livello della vertebrale o giugulare sinistra) possono alterare la sua funzione.

3. Disfunzioni diaframmatiche

Il diaframma crurale, essendo uno sfintere esterno, ha un ruolo fondamentale nel prevenire il reflusso. Tecniche osteopatiche mirate possono migliorare la funzionalità diaframmatica e ridurre il carico sul LES.

Benefici dell'approccio osteopatico al reflusso gastro-esofageo

L’osteopatia agisce direttamente sulle cause strutturali del RGE, offrendo benefici come:

  • Prevenzione delle complicanze a lungo termine
  • Miglioramento della funzionalità del nervo vago e delle strutture craniali
  • Riduzione della frequenza e dell’intensità dei sintomi di reflusso

RGE nei lattanti

Nei lattanti, il reflusso gastro-esofageo (RGE) è un fenomeno frequente che, nella maggior parte dei casi, tende a risolversi spontaneamente entro i primi 12 mesi di vita.

Questa condizione è spesso legata all’immaturità fisiologica del sistema digerente, alla posizione prevalentemente supina, alla dieta esclusivamente liquida e allo sviluppo ancora incompleto dei meccanismi di contenimento gastro-esofageo.

Nella sua forma fisiologica, il reflusso rappresenta quindi una fase transitoria dello sviluppo e non comporta necessariamente conseguenze patologiche.

Tuttavia, alcuni neonati con condizioni particolari, possono essere più soggetti a complicanze, soprattutto nel caso di neonati con:

  • Prematurità
  • Alterazioni neurologiche
  • Obesità
  • Familiarità per il RGE

L’approccio osteopatico, in questi casi, può rappresentare un valido supporto per migliorare la qualità di vita e ridurre i rischi futuri.

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I benefici dell'osteopatia nei casi di RGE

L’osteopatia si configura come un approccio clinico integrato e altamente efficace nella gestione del reflusso gastro-esofageo, offrendo ai professionisti sanitari strumenti valutativi e terapeutici mirati, fondati sulla comprensione delle relazioni funzionali tra apparato digerente, sistema muscolo-scheletrico e regolazione neurovegetativa.

Integrare l’approccio osteopatico nella pratica clinica significa andare oltre il trattamento del singolo sintomo, intervenendo sui meccanismi che ne sostengono la comparsa e favorendo il ripristino di un equilibrio funzionale globale, con un impatto concreto e duraturo sulla qualità di vita del paziente.

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