Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM sull’equipollenza dei titoli pregressi
Il DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale
È ufficiale: il 22 maggio 2026, il DPCM che recepisce l’Accordo Stato-Regioni sull’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante in Osteopatia è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di un passaggio atteso da anni da migliaia di osteopati, studenti e professionisti coinvolti nel percorso di regolamentazione della professione sanitaria di osteopata in Italia.
Con la pubblicazione del decreto, si apre una nuova fase: quella dell’applicazione concreta dei criteri per il riconoscimento dei titoli, la valutazione dell’esperienza professionale e l’accesso al percorso previsto per gli elenchi speciali ad esaurimento.
Il DPCM sull’equipollenza in Osteopatia è ora in Gazzetta Ufficiale
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, recepisce l’Accordo Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 relativo alla definizione dei criteri per la valutazione dell’esperienza professionale e per il riconoscimento dell’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante all’esercizio della professione sanitaria di osteopata.
Il provvedimento rappresenta un tassello fondamentale nel processo avviato con il riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria e con l’istituzione del relativo profilo professionale.

Un passaggio chiave per il riconoscimento della professione di osteopata
La pubblicazione del DPCM segna un momento decisivo per il futuro dell’osteopatia in Italia.
Da questo momento, i professionisti interessati dovranno verificare attentamente se il proprio percorso formativo e professionale rientra nei requisiti previsti dall’Accordo. Infatti, il decreto definisce le condizioni attraverso cui i titoli conseguiti prima dell’attivazione della laurea abilitante potranno essere valutati ai fini del riconoscimento.
L’obiettivo è accompagnare la transizione verso il nuovo assetto ordinamentale della professione sanitaria di osteopatia, tutelando i percorsi formativi già svolti e valorizzando, nei limiti previsti dalla normativa, l’esperienza professionale maturata.
Nascono gli elenchi speciali ad esaurimento
Uno dei punti centrali dell’Accordo è l’istituzione degli elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini TSRM-PSTRP, cioè gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
Questi elenchi sono destinati agli osteopati in possesso di specifici requisiti formativi e professionali. L’iscrizione agli elenchi speciali rappresenta un passaggio necessario nel percorso transitorio, ma non comporta automaticamente il riconoscimento definitivo del titolo o l’iscrizione all’albo professionale.
L’esperienza professionale può essere valorizzata
Un aspetto rilevante del provvedimento riguarda la possibilità di valutare l’esperienza lavorativa svolta.
Qualora il monte ore del tirocinio pratico non raggiunga il limite minimo richiesto, potrà essere presa in considerazione anche l’esperienza professionale, purché sia riconducibile alle attività previste dal profilo della professione sanitaria di osteopata e sia adeguatamente documentata.
Tra gli elementi utili ai fini della valutazione rientrano:
- il possesso di partita IVA
- i contratti di collaborazione
- la documentazione fiscale e ogni altro atto idoneo a dimostrare l’effettivo svolgimento dell’attività professionale.
L’esperienza deve riferirsi a un periodo di almeno 36 mesi, anche non continuativi, maturati dall’11 gennaio 2018 al 22 maggio 2028.
Il riconoscimento definitivo passa dall’Università
È importante chiarire un punto: l’iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento non determina automaticamente il riconoscimento definitivo del titolo.
Per ottenere il riconoscimento del titolo di osteopata o l’equipollenza dei titoli pregressi alla laurea abilitante, sarà necessario sostenere un esame di abilitazione presso un’Università in cui siano istituiti corsi di laurea in Osteopatia.
Il termine previsto per sostenere l’esame è di 6 anni dall’iscrizione agli elenchi speciali.
Cosa cambia dal 1° settembre 2026
Il DPCM segna anche un cambiamento importante per la formazione osteopatica in Italia.
Dal 1° settembre 2026, i corsi di studio per il conseguimento del titolo della professione sanitaria di osteopata potranno essere attivati solo dalle Università, previo accreditamento del MUR.
Questo significa che il sistema formativo entra in una nuova fase, pienamente collegata all’ordinamento universitario e al percorso di regolamentazione della professione sanitaria.
Se sei iscritto a una scuola di osteopatia, hai tempo per concludere il percorso!
Cosa fare ora
La pubblicazione del DPCM in Gazzetta Ufficiale apre una fase operativa complessa, nella quale ogni professionista dovrà valutare attentamente la propria situazione personale.
In particolare, sarà necessario verificare:
- il percorso formativo svolto;
- la durata del corso frequentato;
- le ore di formazione teorica e pratica;
- la documentazione disponibile;
- l’eventuale esperienza professionale maturata;
- la possibilità di accedere agli elenchi speciali ad esaurimento;
Ogni percorso dovrà essere analizzato con attenzione ed è fondamentale verificare aggiornamenti e prossimi passaggi richiesti.
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