Osteopatia: a che punto siamo?

La figura dell’osteopata è stata riconosciuta come professione sanitaria: come funziona e cosa cambia

Gazzetta ufficiale

La figura dell’osteopata è stata riconosciuta come professione sanitaria.

Dopo essere stata individuata, la figura dell’osteopata è stata ufficialmente istituita con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, dell’accordo Governo Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

L‘osteopata è definito come il professionista sanitario, in possesso di laurea triennale universitaria abilitante o titolo equipollente e dell’iscrizione all’albo professionale.

L’osteopatia svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie interventi di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento osteopatico di disfunzioni somatiche non riconducibili a patologie, nell’ambito dell’apparato muscolo scheletrico.

Cosa manca?

Mancano elementi imprescindibili per il compimento del percorso: Manca l’ordinamento didattico (Decreto MIUR-MdS) ossia il decreto interministeriale Università/Ricerca/Salute che consentirà la partenza dei corsi di laurea. Significa che gli atenei per la prima volta nella storia metteranno corsi di laurea per osteopati con relativi bandi.

Manca il decreto del Ministero della Salute con cui si definirà l’equipollenza dei titoli pregressi (Decreto MdS). L’equipollenza è una valutazione comparativa tra l’ordinamento didattico (ancora da definire) del corso di laurea e quello dei titolo pregressi.

Manca il decreto del Ministero della Salute con cui si  istituirà l’albo professionale. Chi conseguirà infatti il diploma di laurea in osteopatia potrà iscriversi all’albo con apposito bando predisposto dal Ministero della Salute. Allo stesso albo potranno iscriversi coloro che, in forza del decreto di equipollenza, hanno precedentemente conseguito un titolo in osteopatia riconosciuto equipollente.

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