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Evidenze scientifiche del Trattamento Osteopatico

a cura di Dott Paolo Comotti

18-07-2018

Le evidenze riguardanti l’approccio osteopatico sono molteplici. 

Esiste una rivista specifica di osteopatia, la International Journal of Osteopathic Medicine che ha fattore di impatto (JCR- Journal Citation Report), che essendo dedita esclusivamente alla ricerca in materia osteopatica, rappresenta un importante riferimento. 

Chiaramente l’investigazione in materia osteopatica si ritrova anche attraverso altre fonti oltre alla rivista citata in precedenza. Si hanno studi riguardanti il trattamento osteopatico in riviste dell’area della riabilitazione, dolore, neuroscienze, pediatria, gastroenterologia, medicina generale, medicina interna… 

In ogni area della medicina e delle scienze della salute possiamo trovare studi pubblicati sull’approccio osteopatico. 

Verranno in seguito citati alcuni esempi rilevanti o recenti pubblicazioni.

OSTEOPATIA STRUTTURALE

Le evidenze scientifiche esistenti sull’osteopatia strutturale sono così numerose da rendere impossibile una unica valutazione. Per questo motivo, l’obiettivo di questo paragrafo è solamente quello di passare in rassegna brevemente il materiale. Generalmente l’osteopata viene relazionato alla manipolazione spinale, anche se questa non rappresenta l’unico approccio strutturale utilizzato. 

Sono molte le figure professionali che utilizzano la manipolazione spinale come approccio clinico (medici, fisioterapisti, chiropratici, osteopati…) e che si prodigano nella ricerca sulle stesse per dimostrarne gli effetti positivi. Chiaramente anche i fisioterapisti osteopati non potevano esimersi (Gonzalez-Iglesias et al 2009; Mendez-Sánchez et al, 2014; Vieira-Pellenz et al, 2014; Molins-Cubero et al, 2014; Casanova-Mendez et al, 2014; Espí-López et al, 2014; Rodríguez-Blanco et al, 2015; Espí- López et al, 2016).

Differenti revisioni sistematiche hanno dimostrato che tanto le manipolazioni spinali quanto le tecniche articolatorie hanno effetti positivi in ambiti diversi come la percezione del dolore, il funzionamento del sistema nervoso autonomo, la integrazione somatosensoriale, il controllo motorio o la funzione viscerale (Kingston et al, 2014; Coronado et al, 2012; Haavik et al, 2012; Bolton et al, 2012; Pickar et al, 2012). 

Focalizzandosi sull’aspetto clinico, abitualmente la prima indicazione relazionabile al trattamento osteopatico è quella dei disturbi muscoloscheletrici, in particolare modo il dolore lombare (Franke et al, 2014).

Curatori della revisione e autori del testo originale 

Dr. Cleofás Rodríguez Blanco PT DO PhD 

Docente EOM - Responsabile Ricerca EOM 

Presidente de SEFITMA 

Dr. Ángel Oliva Pascual-Vaca PT DO PhD 

Docente EOM - Responsabile Ricerca EOM 

Secretario de SEFITMA 

Il documento è stato scritto con la collaborazione di tutti i membri 

della Sosciedad Española de Fisioterapeutas Investigadores en 

Terapia Manual 

http://www.sefitma.com

Di fatto, in una investigazione clinica realizzata su 455 soggetti con dolore lombare cronico, il trattamento osteopatico strutturale si dimostrò essere un trattamento sicuro, efficace e ben tollerato dai pazienti (Licciardone, 2013). Sulla stessa lunghezza d’onda, anche le revisioni sistematiche hanno dimostrato che la manipolazione spinale rappresenta un trattamento con un appropriato rapporto costi-benefici, isolatamente o in combinazione ad altre terapie (Michaleff et al, 2012). 

Bisogna aggiungere che i fisioterapisti osteopati fanno ricerca su diversi aspetti muscoloscheletricici non limitandosi alla manipolazione spinale (Fernandez-de-las-Peñas et al, 2008; Heredia-Rizo et al, 2013; Heredia-Rizo et al, 2014, Antolinos-Campillo et al, 2014). 

È interessante evidenziare che il trattamento osteopatico strutturale ha dimostrato la sua utilità anche in situazioni più specifiche come il dolore lombare cronico nelle donne obese (Vismara et al, 2012), così come gli studi realizzati su 144 donne in gravidanza con dolore alla colonna (Licciardone et al, 2010). 

Il trattamento strutturale osteopatico si è dimostrato efficace anche in soggetti con lesioni midollari (Arienti et al, 2011). Dobbiamo aggiungere che le evidenze riguardanti il trattamento osteopatico strutturale non si limitano al rachide, visto che esistono molti studi sulla sua idoneità nel trattamento degli arti (Hsu et al, 2016; Alburquerque-Sendin et al, 2009; Lopez- Rodriguez et al, 2007). 

Allo stesso tempo abbiamo evidenze su aspetti basici del concetto osteopatico strutturale come l’ipomobilità, la ipermobilità reazionale ed il trattamento osteopatico nell’ipomobilità. Si è dimostrato che su 202 pazienti con ernia discale e irritazione delle radici lombosacrali, circa il 72% presentava disfunzione osteopatica dell’articolazione sacroiliaca (Pezhman et al, 2013). 

Inoltre, in relazione ai tests osteopatia strutturali, nonostante la difficoltà ad avviare studi in quest’ottica, vi sono alcuni test la cui validità è stata dimostrata, come ad esempio quelli per il rachide cervicale, prima costa… 

(Rey-Eiriz et al, 2010; Hall et al, 2008; Downey et al, 2005; Lindgren et al, 1992).