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Ernia discale lombare

I fattori predittivi di regressione spontanea nell'ernia discale lombare

Ernia discale lombare

L’ernia discale lombare è una condizione patologica che consiste nella fuoriuscita, dalla sua sede naturale, del nucleo polposo contenuto all’interno del disco intervertebrale, situato tra una vertebra e l’altra.

Un disco intervertebrale è costituito da un nucleo interno chiamato nucleo polposo e un anello fibroso esterno. L’ernia del disco lombare si verifica quando il materiale all’interno del nucleo polposo fuoriesce attraverso una rottura o una debolezza dell’anello fibroso. Questo materiale può quindi sporgere nella canalizzazione spinale o verso i nervi spinali, causando sintomi dolorosi e problemi neurologici.

La diagnosi dell’ernia del disco lombare di solito coinvolge l’anamnesi clinica, l’esame fisico e talvolta test di imaging come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC).

Il trattamento può variare a seconda della gravità dei sintomi. Molti casi migliorano con il tempo attraverso terapie conservative, come riposo, fisioterapia e farmaci antidolorifici. In casi più gravi o persistenti, potrebbe essere necessario considerare opzioni di trattamento più invasive, come le infiltrazioni di corticosteroidi o, in casi estremi, la chirurgia per rimuovere l’ernia del disco.

Esistono prove relativamente scarse sui fattori predittivi della regressione spontanea dell’ernia discale lombare, sebbene si tratti di un fenomeno ben documentato.

Le cure attuali di conseguenza non sono ottimizzate per identificare coloro che trarrebbero beneficio da un intervento chirurgico precoce rispetto a coloro che potrebbero evitare i rischi chirurgici ed essere sottoposti a terapia conservativa.

In una recente review (Rashed et al, 2023), gli autori hanno analizzato tutta la letteratura disponibile sui fattori predittivi della regressione spontanea dell’ernia discale lombare, con l’obiettivo di valutare la probabilità di regressione del disco per ciascuna morfologia di disco.

I risultati ottenuti hanno portato gli autori a concludere che i dischi estrusi e sequestrati hanno una probabilità significativamente maggiore di regredire completamente rispetto alle morfologie più piccole, confermando inoltre che il miglioramento dei sintomi è associato alla regressione del disco.

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